sabato 30 maggio 2020

I caffè storici: itinerario nei salotti di Torino



Locali pubblici per eccellenza, i caffè cittadini hanno avuto la loro grande diffusione nell'Ottocento trasformandosi in luoghi di incontro e dibattito politico e culturale.

Fra un bicerin e una cioccolata calda, un gianduiotto e una pralina, i caffè storici ci raccontano la città. Tra le mura di queste locali è passata la Storia.

Questo itinerario ci condurrà nei salotti di Torino.

Caffè Al Bicerin, Piazza della Consolata, 5. Qui possiamo ordinare il bicerin – in torinese, “piccolo bicchiere”. Cioccolata, caffè e crema di latte. Gusto dolceamaro per la classica bevanda calda di Torino, servita per la prima volta proprio qui. Il locale nacque nel 1763 ma nulla è cambiato da allora: spazi minuti, tavolini tondi bianchi e la vetrinetta affacciata sulla piazza del santuario della Consolata.
Per i più golosi, la Torta Bicerin, un goloso impasto di caffè e cioccolato fondente ricoperto di cioccolata bianca.

Caffè Baratti & Milano, Piazza Castello, 27 fra la Galleria Subalpina e Piazza Castello. Fu inaugurato nel 1875 da Ferdinando Baratti e da Edoardo Milano, divenne ben presto fornitore ufficiale della Real Casa. Non solo caffè, pasticceria e cioccolata: Baratti & Milano è un ristorante raffinato, ottimo anche per un aperitivo o per l’after dinner. Le sue caramelle erano apprezzate da una fitta schiera di personaggi famosi, da Guido Gozzano a Quintino Sella, dal musicista Pietro Mascagni al pittore Delleani.

Il Caffé Fiorio via Po,8, sorto nel 1780, fu frequentato da artisti e borghesi tra i quali Rattazzi, D'Azeglio e Cavour. Detto anche "caffé dei codini" perché frequentato nell'ottocento da aristocratici ed alti ufficiali. Carlo Alberto chiedeva ogni mattina che cosa si era detto tra le sue mura, perché era il caffè più aristocratico, meta di intellettuali, nobili, politici. Lo frequentarono Cavour, Rattazzi, D'Azeglio. E ancora oggi quelle sale raccolgono i segreti dei gelati più famosi di Torino, amatissimi da Nietzsche.

Caffè Mulassano Piazza Castello, 9 sotto i portici della piazza, verso Via Po, era una delle mete preferite dai notabili della Real Casa e dagli artisti del vicino Teatro Regio. Fu aperto nel 1907 e divenne famoso nella Torino degli anni Venti per aver inventato i tramezzini, così battezzati da Gabriele D’Annunzio, prima come accompagnamento per l’aperitivo, poi come pranzo veloce per gli impiegati e le sartine di Via Roma e Via Po – il locale importò per primo in città anche il toast.

Gelateria-Caffè Pepino Piazza Carignano, 8 nato nel 1903. Sorge di fronte a Palazzo Carignano, locale preferito di Casa Savoia. Ancora oggi è il punto di riferimento per la grande pasticceria fredda; merito del Pinguino, il primo gelato al mondo su stecco ricoperto di cioccolato, inventato e brevettato proprio qui, nel 1939. Il caffè propone servizio di ristorazione, aperitivi, colazioni e catering.

Caffè Platti Corso Vittorio Emanuele II, 72, inaugurato nel 1870 nei pressi del Liceo D’Azeglio. La Torino che contava si è seduta ai suoi tavolini: Luigi Einaudi, Cesare Pavese, il fondatore della FIAT Giovanni Agnelli.

Caffè Reale Piazzetta Reale, 1 – Palazzo Reale,Un tempo Regia Frutteria e Biblioteca di Casa Savoia, il caffè è il frutto di un’accurata opera di restauro. Tre sale ampie e altrettante vetrine, dietro cui scintillano argenti e porcellane appartenuti alla Real Casa. Se siete golosi, regalatevi l’aristocratica “merenda Reale”: cioccolata calda e piccola pasticceria per un dolce pomeriggio.

Caffè San Carlo Piazza San Carlo, 156 inaugurato nel 1822, dieci anni più tardi, fu il primo caffè storico italiano a dotarsi dell’illuminazione a gas. Frequentato da intellettuali, il caffè divenne una delle roccaforti del Risorgimento. Ai suoi tavoli, fra i tanti, si sono seduti Boselli, Gramsci, Einaudi – Alexandre Dumas. Il locale serve miscele di caffè esclusive, colazioni, pause pranzo, pasticceria, aperitivi e gran buffet.

Caffè Torino Piazza San Carlo, 204 ci accoglie dal 1903. Da questo salotto esclusivo sono passati Pavese ed Einaudi, De Gasperi e i miti del cinema anni Cinquanta, da Brigitte Bardot a Ava Gardner.

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