di : Marisa ColucciSe si arriva da Torino, varcando l'impentuoso torrente Chisone, si entra in un'amena e stretta prateria, circondata da monti imperiali, nitidamente distinti dalla particolare luce che distingue queste vallate, proprio in questa cornice fiabesca, si affaccia Pomaretto.
De Amicis così descrive Pomaretto "un villaggio che pare un mucchio di case ruzzolate giù dalle alture". Gìà alla fine dell'ottocento, era meta di turisti, appassionati di escursioni, bellezze naturalistiche storiche e culturali.
La storia di Pomaretto si intreccia strettamente con quella del popolo valdese, che ha trasformato profondamente questa piccola realtà, oggi patrimonio di una storia da ascoltare e rivivere attraverso i racconti dei Pomarini.
Il nostro viaggio, ci porterà in questa chicca, cinta da monti, accolti dagli abitanti Pomarini che ci accompagneranno alla prima importante tappa: la Scuola Latina.
Un edificio dedicato all'istruzione, dove studiavano coloro che proseguivano gli studi all'estero, ospitando studiosi che provenivano da tutta Italia sino al 1986, anno in cui fu definitivamente chiusa per essere oggi un centro culturale traboccante passione, amore per le radici e tradizioni locali, ospita la biblioteca del Patouà, per la valorizzazione della lingua occitana provenzale alpina, ancor oggi dialetto del posto, ma sempre più circoscritto nelle memorie storiche degli anziani, sempre più un prezioso patrimonio in via d'estinzione.
Nella Scuola Latina, l'Esposizione "Gli antichi mestieri" ospita la collezione Ferrero, un piccolo mondo in miniatura in cui sono riprodotti persone, animali, attrezzi, ambienti e gesti della vita montanara e contadina, con particolare attenzione alla miniera di talco.
A luglio, ogni due anni, si festeggia "Il Borgo", con una ricostruzione storica, recitata in dialetto Patuano, un antico matrimonio in costume, con figuranti che riempono le strade di rivivendo i rituali del tempo, esprimendo i valori della famiglia, dell'amore, il buon auspicio dell'unione di due giovani, della nascita, della ricchezza, della continuità, del passaggio di testimone dalle generazioni passate alle nuove generazioni, con l'augurio che sia sempre più prospera e ricca la futura comunità dei Pomarini pur rimanendo radicati alle proprie tradizioni.
Dopo la visita alla scuola Latina si procede in una passaggiata guidata, lungo i sentieri del vino Ramìe, vigneti di Pomaretto che entrano a far parte del vini DOC del Pinerolese.
Riconducibile, per le sue caratterische e peculiarità al vino Lambrusco, il suo nome deriva dall'epoca medievale in cui tutta la zona era coperta di boschi, come una catasta di rami e fascine di ramaglie.
Gli antichi abitanti, disboscando la valle per l'impianto di vigneti, trasformarono il ripidissimo pendio in terrazzi sostenuti da muri oggi solidi ma un tempo, mucchi di rami delle piante tagliate, così nasce il nome di questo vino che si potrà degustare lungo il percorso di questo sentiero, al "Bric", con prodotti tipici offerti dal Comune di Pomaretto, un vino che si sposa con il formaggio tipico del posto, che riprende l'affascinante mondo mitologico antico, con lo stesso fascino ed attenzione antica, che viene riproposto in questa giornata.
Dopo la degustazione, si prosegue alla fine del sentiero che si affaccia sull' Agriturismo "la Chabranda", un caseggiato in mezzo a betulle, faggi e glicini in fiore, uno spiazzo piano ed erboso proteso sul ripido pendio e la fresca cascata di montagna di fronte.
Si potranno gustare affettati prodotti sul posto, tagliere di formaggi misti, verdure alla griglia ed in carpione, gnocchi di patate al pomodoro, al burro con salvia raccolta fresca, dolce, vino e liquori tutti prodotti artigianalmente, in questa poetica cornice ambientale.
Danze occitane intratterranno sino all'ora del rientro, previsto intorno le 21.00, verso casa, con l'augurio di un presto arrivederci, vi aspettiamo, vestiti e scarpe comode per un viaggio tra natura, cultura, tradizione e soprattutto gusto, come piace a noi!
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